L'Europa dell'IA e il suo costo ambientale: SUSTAIN-AI-REG all'anteprima di forum Civica
Come possono regole, diritti e innovazione aiutare l'Europa a superare i divari nell'intelligenza artificiale? È la domanda al centro della tavola rotonda «L'Europa dell'IA. Regole, diritti e innovazione per superare i divari», ospitata nella Sala Europa dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia. L'incontro ha aperto in anteprima la IV edizione di forum Civica «Oltre i divari», promossa da Next Generation EuroPA. Partner scientifico era la EUI School of Transnational Governance, media partner ANSA, con il patrocinio del Movimento Europeo Italia.
Al dibattito hanno preso parte Sergio Bellucci (Università per la Pace dell'ONU), Stefano Epifani (Fondazione per la Sostenibilità Digitale), Antonella Fancello (FormezPA e ANCI) e Francesco Rossi Salvemini (Rappresentanza della Commissione europea in Italia). C'era anche il Centro di Eccellenza Jean Monnet SUSTAIN-AI-REG dell'Università LUMSA, intervenuto attraverso il suo coordinatore scientifico, Luca Megale.

Il Centro ha portato nel dibattito il tema che è al cuore della sua ricerca: la sostenibilità ambientale dell'IA.
Secondo l'analisi del Centro, il quadro normativo non è all'altezza. Sul fronte ambientale l'AI Act è stato un'occasione mancata e il Digital Omnibus non ha cambiato le cose. Si muove di più la disciplina dei data center. Eppure le soluzioni più sostenibili lungo la filiera digitale esistono già:
modelli più piccoli e ottimizzati;
calcolo spostato dove e quando l'energia è pulita;
data center che recuperano il calore e risparmiano acqua.
Restano in secondo piano perché oggi convengono meno. La proposta del Centro è una regolazione che le renda «la scelta più conveniente, attraverso appalti, standard e criteri di accesso alla rete».
Le pubbliche amministrazioni sono l'ambito di indagine del Centro, e per loro le chiavi sono due. La prima è la proporzionalità, cioè usare l'IA solo quando serve e con modelli adeguati al compito. La seconda è il riuso di soluzioni aperte tra enti, che riduce costi e consumi e rafforza la sovranità sui dati.

La partecipazione rientra nell'attività del Centro, che studia il ruolo dell'IA nel ciclo della regolazione. Il suo obiettivo è sensibilizzare sui costi ambientali dell'IA e fornire alle autorità pubbliche criteri per adottarne un uso sostenibile.





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