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Pubblicazioni

Top Ten Regulatory Developments

Regulatory Studies Center (2020)

2020

A wide range of areas—including administrative procedures, environment and energy, nutrition benefits, immigration, and healthcare—experienced important regulatory developments during the past year. This Regulatory Insight highlights ten notable themes related to regulation that occurred in 2019, just as our lists for 2017 and 2018 did.

Regulating Agencies: Using Regulatory Instruments as a Pathway to Improve BenefitCost Analysis

Carrigan C.; Febrizio M; Shapiro S. (2020)

2020

Scholars of regulation generally view the procedures that agencies must follow when promulgating rules as instruments by which political principals control bureaucratic agents. Much like political principals attempt to use procedural checks to constrain regulatory agencies actions, these same agencies employ various regulatory instruments to influence the decisions of private agents, especially firms. Despite the parallel nature of these principal-agent problems, few studies, if any, have looked at whether lessons from one can be used to inform the other. In this paper, we draw analogies between benefit-cost analysis (BCA)—a procedural control employed in the regulatory process—and three regulatory instruments that have similarities to BCA—performance standards, information disclosure requirements, and management-based regulation. We use lessons from research on the effectiveness of regulatory instruments to make predictions regarding the efficacy of BCA in various situations. Just as different regulatory instruments are appropriate for different regulatory contexts, the pathways by which BCA attempts to encourage better regulation may not all be applicable in every circumstance. We argue that such mutual exclusivity should inform how requirements for BCA are designed and that BCA’s emphasis on systematic analysis—the pathway most closely resembling management-based regulation—may offer the most promise for encouraging better rules.

Survey on Big Data

AGCM, AGCOM, Garante Privacy (2020)

2020

Al termine di una intensa e proficua collaborazione, è stato pubblicato oggi il rapporto finale dell’indagine conoscitiva sui Big Data condotta congiuntamente dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Da tre prospettive diverse e complementari, l’indagine ha approfondito, anche attraverso audizioni e richieste di informazioni a imprese, associazioni di categoria ed esperti della materia, i cambiamenti derivanti dai Big Data sugli utenti che forniscono i dati, sulle aziende che li utilizzano e, dunque, sui mercati. Ciò anche al fine di cogliere appieno le possibili sinergie tra le tre Autorità e identificare gli strumenti più appropriati per eventuali interventi. Negli ultimi anni i dati hanno assunto importanza via via crescente nell’organizzazione delle attività di produzione e di scambio, a tal punto da poter essere considerati, oltre che la proiezione della persona nel mondo digitale, anche una risorsa economica a tutti gli effetti, anzi la risorsa di gran lunga più importante in molti settori. Infatti, grazie agli avanzamenti nell’ambito dell’Information e Communication Technology (ICT), le organizzazioni tendono a raccogliere dati di qualsiasi tipo, ad elaborarli in tempo reale per migliorare i propri processi decisionali e a memorizzarli in maniera permanente al fine di poterli riutilizzare in futuro o di estrarne nuova conoscenza. La creazione di dati sta seguendo un processo esponenziale: nell’anno 2018 il volume totale di dati creati nel mondo è stato di 28 zettabyte (ZB), registrando un aumento di più di dieci volte rispetto al 2011: si prevede che entro il 2025 il volume complessivo dei dati arriverà fino a 163 ZB. Questa espansione, guidata dall’affermazione delle piattaforme on-line, subirà un’ulteriore accelerazione con la connessione tra oggetti e le applicazioni 5G. In questo quadro si pongono nuove sfide: la centralità del dato, anche come bene economico e l’ importanza della sua tutela come diritto fondamentale della persona; l’impatto della profilazione algoritmica e delle piattaforme on-line sul grado di concorrenza in vecchi e in nuovi mercati rilevanti; l’effetto del programmatic advertising sulla qualità dell’informazione e sulle modalità di diffusione e acquisizione della stessa; la tutela e la promozione del pluralismo on-line in un contesto informativo esposto a strategie di disinformazione e di hatespeech; la necessità di garantire trasparenza e scelte effettive al consumatore, con particolare attenzione alla tutela dei minori, in relazione alla consenso circa l’uso del proprio dato; la protezione del dato personale anche in ambiti non attualmente coperti dal GDPR; la definizione di politiche di educazione in relazione all’uso del dato. La presente Indagine conoscitiva è articolata in 5 capitoli e un capitolo conclusivo. Il capitolo 1 introduce i temi oggetto dell’Indagine e fornisce una definizione e una descrizione delle caratteristiche dei Big Data. Nel capitolo 2 vengono riportate le principali questioni emerse nel corso delle audizioni e dai contributi dei partecipanti all’Indagine e i riflessi sull’operatività delle imprese italiane. Il capitolo 3 riporta le considerazioni dell’AGCOM su come il fenomeno dei Big Data incida nel settore delle comunicazioni elettroniche e dei media. Il capitolo 4 riporta le considerazioni del Garante per la Protezione dei Dati Personali sul possibile impatto dei Big Data sul diritto alla protezione dei dati personali e sulle misure e cautele da adottare; il capitolo 5 quelle dell’AGCM sull’utilizzo dei Big Data e le relative implicazioni di natura antitrust e di tutela del consumatore. Infine, nel capitolo conclusivo sono descritte le linee guida e raccomandazioni di policy indirizzate al legislatore. Tra queste, l’impegno assunto dalle tre Autorità a definire un meccanismo di collaborazione permanente in relazione agli interventi e allo studio dell’impatto dei big data su imprese, consumatori e cittadini.

Doing Business 2020 : Comparing Business Regulation in 190 Economies

World Bank (2020)

2020

The World Bank compares the economies of 190 countries in accordance with their capability to incentivize entrepreneurial activity. At the international level, the report confirms the positive convergence between the systems of the most advanced countries and those of developing countries. At the Italian level, the World Bank points out the almost total immobility of the regulatory system, with serious problems in tax and judicial matters (Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR, July 2019 X/3)

L’OCSE a sostegno di una «cultura dell’indipendenza»

Armiento M.B. (2019)

2019

Rassegna dell’Osservatorio AIR, n. 4, October

Le regole dell’algoritmo: quali rimedi alle decisioni amministrative algoritmiche “errate”?

Armiento M.B. (2019)

2019

Studi Parlamentari e di Politica Costituzionale, 203-204, 1-2

Policy and investment recommendations for trustworthy Artificial Intelligence

High-Level Expert Group on AI (2019)

2019

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Hello, World: Artificial intelligence and its use in the public sector | OECD

Jamie Berryhill, Kévin Kok Heang, Rob Clogher (2019)

2019

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Artificial Intelligence in Society

OECD (2019)

2019

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Incomprehensible! A Study of How Our Legal System Encourages Incomprehensibility, Why It Matters, and What We Can Do About It

Walker W. (2019)

2019

The legal system is awash with excessive and incomprehensible information. Yet many of us assume that the unrelenting torrent of information pouring into various legal programs is both inevitable and unstoppable. We have become complacent; but it does not have to be this way. Incomprehensible! argues that surrendering to incomprehensibility is a bad mistake. Drawing together evidence from diverse fields such as consumer protection, financial regulation, patents, chemical control, and administrative and legislative processes, this book identifies a number of important legal programs that are built on the foundational assumption that 'more information is better'. Each of these legal processes have been designed in ways that ignore the imperative of meaningful communication. To rectify this systemic problem, the law must be re-designed to pay careful attention to the problem of incomprehensibility.

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